Gambe gonfie e pesanti, soprattutto a fine giornata, caviglie che conservano il segno della calza, sensazione di tensione: sono i segnali più comuni della ritenzione idrica, cioè l’accumulo di liquidi nei tessuti.
Le cause sono spesso più di una e si sommano:
Il gonfiore può avere anche cause mediche (per esempio venose, renali, cardiache o tiroidee). Per questo, se compare all’improvviso, interessa una sola gamba o si accompagna a dolore, va valutato prima dal medico curante o dallo specialista.
Spesso convivono, ma sono diverse. La ritenzione riguarda i liquidi, la cellulite l’aspetto “a buccia d’arancia” della pelle, l’adiposità localizzata gli accumuli di grasso resistenti. Distinguerle è il primo passo, perché ognuna richiede un approccio diverso.
In visita si raccolgono anamnesi, stile di vita e abitudini, si osservano le zone interessate e si cerca di capire quale componente prevale. In base a questo si costruisce il piano.
I trattamenti funzionano meglio se accompagnati da movimento regolare, idratazione e alimentazione attenta al sale. Il numero di sedute e i tempi variano da persona a persona e vengono stabiliti dopo la valutazione.
La ritenzione idrica fa parte del Percorso Corpo, spesso insieme a cellulite e lassità cutanea.
Il primo passo è sempre una valutazione clinica, per capire cosa è adatto al tuo caso.
A cura della Dott.ssa Giulia Astolfi, medico chirurgo, iscritta all’Ordine dei Medici di Milano n. 46600.
